Il 17 marzo 1861 è la data di nascita ufficiale: ma l’Italia s’è desta ben prima.
Anche grazie alla scienza, che ha avuto un ruolo non da poco, in questi 150 anni, nel fare l’Italia. Sono stati proprio gli uomini di scienza, per esempio, a celebrare per primi l’idea di nazione unita, attraverso i vari Convegni degli Scienziati Italiani (il primo nel 1839 a Pisa).
E a contribuire attivamente a “fare gli italiani”: non con le coraggiose battaglie di Garibaldi o con l’azione politica di Mazzini, certo. Ma attraverso invenzioni, ricerche, lampi di genio. Da Antonio Meucci a Guglielmo Marconi, da Enrico Fermi a Rita Levi Montalcini: sono anche loro, a traghettare il Paese nella modernità, e nel mondo. E a fargli scoprire un nuovo orgoglio: l’estro “made in Italy”.
Guarda proprio alle eccellenze che hanno fatto la storia del Paese e ai giovani che ci condurranno verso i prossimi 150 anni di ricerca, la nona edizione del Festival della Scienza di Genova, dal 21 ottobre al 2 novembre 2011, che quest’anno rappresenta anche una delle più importanti manifestazioni all’interno delle Celebrazioni dell’Unità d’Italia: questa mattina a Palazzo Ducale con Manuela Arata e Vittorio Bo, rispettivamente presidente e direttore del Festival, in una sala gremita, si è svolta la presentazione degli eventi più significativi del programma, con una entusiastica partecipazione di pubblico e di sostenitori della kermesse.
Al tavolo dei relatori anche Paolo Peluffo, consigliere per la Presidenza del Consiglio per le celebrazioni del 150° anniversario dell’Unità d’Italia, il genetista Luigi Luca Cavalli Sforza, Professore Emerito alla Stanford University, Marco Cattaneo, direttore responsabile di Le Scienze e di National Geographic Italia, Andrea Ranieri, assessore alla Cultura del Comune di Genova, Angelo Berlangieri, assessore al Turismo della Regione Liguria, e Anna Maria Dagnino, assessore alla Cultura della Provincia di Genova.
Una presentazione per coinvolgere sempre di più la città, chiamata ad un sostegno ancora più attivo. Da qui l’appello ad “adottare il Festival”, come ha spiegato durante l’incontro il presidente del Festival della Scienza Manuela Arata: “Genova si potrà sentire ancora più partecipe di una manifestazione che è davvero patrimonio di tutti.
Per questo invitiamo cittadini, privati e aziende ad una partnership, un contributo per sostenere un evento che è l’orgoglio della città nel mondo. Facciamo come il presidente Obama in campagna elettorale! – ha scherzato la Arata – Credo che questo sia un modo molto sano per la cittadinanza di appoggiare un evento che ha un effetto culturale così forte su tutto il Paese”.
Per partecipare all’iniziativa di sottoscrizione pubblica si può effettuare un versamento sul C/C dell’Associazione Festival della Scienza (IBAN IT14J0100501400000000033574), o andare sul sito http://www.festivalscienza.it e donare tramite PayPal.
Dopo il grande successo conseguito l’anno scorso con Orizzonti - oltre 200 mila visite in 10 giorni - , quest’anno si annuncia un Festival davvero storico: 150 e OLTRE, infatti, il titolo di questa nuova edizione, sarà una ricerca delle nostre radici scientifiche nel quadro delle Celebrazioni per l’Unità d’Italia.
Il programma in cantiere è davvero ricco: quest’anno sono oltre 300 le proposte pervenute - il 25 per cento in più rispetto alla scorsa edizione – e che saranno selezionate per contribuire a comporre un festival fatto di mostre, laboratori, spettacoli, conferenze ed eventi speciali. Tutto coinvolgendo, come sempre, la città in modo capillare. Ecco, dunque, qualche anticipazione degli eventi da non perdere di una kermesse che si sdoppia: da un lato c’è lo sguardo alle glorie scientifiche che hanno fatto la storia del Paese.
Dall’altro, una crescente attenzione ai giovani eccellenti che fanno da ponte verso il futuro.
Sarà una celebrazione del passato, il viaggio in tutta Italia alla scoperta dei fiori all’occhiello della nostra ricerca con 150 anni di Scienza, il progetto di divulgazione scientifica promosso dal CNR e dell’Associazione Festival della Scienza, ovvero un anno di mostre ed eventi in sei città che poi confluirà in un grande exhibit al Festival della Scienza di Genova. O, ancora, 150 anni di genio italiano, la mostra promossa dal’Istituto Italiano di Cultura a New York, in collaborazione con la Fondazione Rosselli, che espone oggetti, biografie e documenti in un percorso tematico e storico, da Meucci ai giorni nostri.
E poi c’è il futuro: ai tanti giovani talenti italiani nel mondo che fanno da motore al progresso tecnologico è dedicato infatti L’Italia dov’è, il progetto multidisciplinare e multimediale in collaborazione con Carlo Ratti, che insegna al Massachusetts Institute of Technology di Boston dove dirige il Senseable City Laboratory e con Luca De Biase, responsabile di Nòva 24-Sole 24Ore: conferenze, video interviste e un’installazione artistica per mostrare il ruolo da protagonisti dei nostri ricercatori nel mondo.
Si va “oltre”, insomma: al di là l’orizzonte temporale delle celebrazioni per far conoscere le tante eccellenze che stanno costruendo l’Italia di domani.
E oltre i confini geografici, visto che l’Italia, grazie ai suoi scienziati, è presente ai quattro angoli del globo: dagli Stati Uniti al Polo Sud, alla scoperta del quale è dedicata la mostra interattiva a Palazzo Ducale Race: Alla conquista del Polo Sud.
E a proposito degli Stati Uniti, ecco un’altra grande novità di quest’anno: saranno gli Usa, infatti, il Paese Ospite di questa edizione, con un rapporto privilegiato con il MIT di Boston che celebra i 150 anni della propria storia.
Il Festival della Scienza di Genova, dunque, sarà la sede della seconda sessione del convegno MIT150 Symposia: Brains, Minds and Machines (la prima sessione si terrà a Boston nel mese di maggio).
Tra i protagonisti, mostri sacri della scienza mondiale come Minsky, Brooks, Shashua, e studiosi italiani residenti negli Stati Uniti come Poggio, Bizzi, Ferrucci e Tononi.
Per valorizzare al meglio il ruolo degli Usa come Paese Ospite ci sarà una partnership con la Science Festival Alliance: un network di Festival della scienza e della tecnologia americani nato sotto l’esperienza del Cambridge Science Festival, prodotto dal MIT Museum e giunto nel 2010 alla sua quarta edizione.
LE MOSTRE 150 E OLTRE
150 anni di Scienza: una storia di cervelli “made in Italy”
Più che una mostra, è un percorso. Itinerante, da Nord a Sud. Per rispondere alla domanda: che cosa hanno prodotto la scienza e l’inventiva italiane nei 150 anni dì Unità? È questo, infatti, il fil rouge di 150 anni di Scienza, il progetto di divulgazione scientifica promosso dal CNR e dell’Associazione Festival della Scienza che ripercorre la ricerca scientifica italiana come viaggio - per tutto il 2011 - in sei città.
Grazie alla rete del Consiglio Nazionale delle Ricerche e di soggetti come Università, Fondazioni, Musei, Centri di ricerca, Confindustria, Camera di Commercio, saranno organizzate infatti mostre ed exhibit a Roma, Firenze, Bologna, Pisa, Bari, Napoli, per celebrarne le eccellenze scientifiche dal 1861 in poi.
Ogni città, infatti, costituirà una tappa a tema: Milano, il 5 aprile, in concomitanza con il Brainforum; Pisa e il laboratorio nazionale di ICT (dal 5 all’8 maggio); Napoli con i suo progressi in campo genetico (dal 16 al 22 maggio); Firenze per l’ottica e i laser (24-29 maggio); Bari e l’agroalimentare (16-23 settembre); Bologna e la prima cattedra di chimica in Italia: Notte dei ricercatori (23-27 settembre); Roma e la sua scuola di fisica.
Un percorsoalla scoperta dei pilastri del nostro futuro tecnologico, insomma: tanti tasselli che a fine anno confluiranno a Genova nel Festival in una non solo simbolica Unità d’Italia.
150 anni di genio italiano: le radici dell’estro
Quanto c’è di italiano nelle più importanti invenzioni mondiali? Più di quanto non si pensi.
E infatti ci sarà da sorprendersi, in questo viaggio nel “made in Italy” scientifico per scoprire quanto abbiamo contribuito allo sviluppo del paese più all’avanguardia del mondo: gli Stati Uniti.
150 anni di genio italiano è la mostra promossa dal’Istituto Italiano di Cultura a New York, in collaborazione con la Fondazione Rosselli, che espone oggetti, biografie e documenti in un percorso tematico e storico, da Meucci ai giorni nostri. Per arrivare alle radici del mito dell’estro italico.
Ma senza dimenticare le occasioni mancate di leadership tecnologica. Talenti celebri e semi-sconosciuti accompagneranno il visitatore in questa riscoperta delle idee che hanno cambiato il mondo: da Antonio Meucci, che nel 1871 descrive l’invenzione del telefono, a Guglielmo Marconi, che nel 1897 brevetta il sistema di telegrafia senza fili, fino a Enrico Fermi, Giacomo Fauser, che sintetizza l’ammoniaca per l’industria, Franco Malerba, uno degli astronauti a bordo dello shuttle Atlantis. O agli studi di Rita Levi Montalcini sul cervello.
Ad arricchire l’esposizione, una sezione dedicata ai 150 brevetti italiani creati dall’Unità d’Italia ad oggi, realizzata grazie al progetto editoriale di Vittorio Marchis. La mostra sarà inaugurata a Genova, farà tappa a New York per poi proseguire in altri Istituti Italiani di cultura presenti nel mondo.
RACE. Alla conquista del Polo Sud
Come un romanzo. Un’avventura appassionante, drammatica, fatta di personaggi affascinanti e di sviste clamorose: la gara alla conquista del punto più estremo dell'Antartide diventa una mostra, in occasione del centenario della simbolica scoperta di questa terra incontaminata: Race. Alla conquista del Polo Sud è la mostra interattiva del’American Museum of Natural History di New York, realizzata da Codice. Idee per la Cultura, Costa Edutainment, Fondazione Cultura, in collaborazione con l’Università di Genova, Museo dell’Antartide e CNR, che a Palazzo Ducale ricostruirà la gara alla scoperta del Polo Sud, con i suoi protagonisti affascinanti: Roald Amundsen, esploratore e leader della spedizione norvegese, e Robert Falcon Scott, ufficiale della Royal Navy, a capo della “National Antarctic Expedition” britannica.
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